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24. Oro, pane e scrittura

Memorie di una comunità "inter Vercellas et Eporediam"


Curato:
   Brecciaroli Taborelli L.  
Anno Edizione:
  2011
Isbn:
  978-88-7140-446-2
e-Isbn:
  978-88-7140-637-4
Materie:
   Archeologia
Formato:
  21,5x28
Allestimento:
  Brossura
Numero Pagine:
  538
Illustrazioni:
  ill. in b/n; XI tavv. a colori
Casa Editrice:
  Edizioni Quasar
Cod. :
  AE022500

Il volume illustra le testimonianze archeologiche lasciate da una delle comunità che, tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., ha occupato il territorio pedemontano (attuale Biellese) noto dalle fonti come pagus Victumularum, esteso a Nord-Ovest degli agri municipali di Vercellae e di Eporedia. Esso entra nella storia con la sconfitta inflitta nel 140 a.C. alla tribù indigena dei Salassi dall’esercito romano guidato da Appio Claudio Pulcro; questa determinò la confisca del territorio e dei giacimenti auriferi della zona (attuale Bessa), il cui sfruttamento su larga scala venne successivamente appaltato dallo Stato a publicani. Tale occupazione dette l’avvio al popolamento dell’area, con la formazione di una comunità stanziata nella pianura estesa oltre il margine meridionale del comprensorio aurifero.
Nella Prima Parte si illustra la documentazione archeologica (resti di murature a secco e reperti mobili) degli insediamenti stagionali, funzionali ai cantieri di sfruttamento del giacimento, individuati nell’area delle aurifodinae della Bessa. I manufatti (ceramiche di tipo centro-italico e indigeno; lucerne e anfore da trasporto, utensili) documentano l’occupazione stagionale dei ricoveri da parte degli addetti ai cantieri di cava per conto dei publicani nel corso del I secolo a.C., prima della loro definitiva dismissione in età augustea.
La Seconda Parte è dedicata alla necropoli scavata tra gli anni 1995 e 2002 nella campagna di Cerrione, oltre il limite meridionale della Bessa. Il campione indagato conta circa 200 sepolture di cremati, databili tra gli inizi del I secolo a.C. e la prima metà del III secolo d.C. La maggiore peculiarità di questo complesso funerario, che lo distingue da altri della regione transpadana e dell’Italia settentrionale in genere, consiste nelle stele iscritte - che formano un corpus di una sessantina di epigrafi - poste a segnacolo di quasi un terzo delle tombe per tutto il periodo di frequentazione dell’area cimiteriale. Esse documentano la progressiva latinizzazione della comunità e, insieme, la persistenza di nomi e formule onomastiche di substrato; inoltre, contribuiscono a individuare spazi riservati a nuclei famigliari, taluni attestati in loco per più generazioni. All’analisi archeologica delle pratiche funerarie e degli oltre 1500 oggetti deposti nelle sepolture segue l’ampia trattazione dei resti organici e dei reperti archeobotanici pertinenti alle offerte al defunto e ai legni utilizzati nell’allestimento dei roghi funebri.
L’oro e il pane richiamati nel titolo del volume formano le “parole chiave” più adeguate per connotare questa realtà territoriale: l’oro che ha suscitato l’interesse dei Romani per un territorio allora sperduto ai piedi delle Alpi, ma che deve essere passato come un miraggio per gli abitanti del luogo; il parco cibo, frutto del quotidiano duro lavoro della comunità dedita all’agricoltura e all’allevamento. Anche alla luce di questa considerazione appare ancora più straordinaria la precoce e tenace affermazione della scrittura come “memoria di sé”, messaggio subliminale per la comunità dei vivi.
Sommario: Presentazione; Introduzione; Tavole a colori. Le capanne della Bessa: L. Brecciaroli Taborelli, Gli abitati stagionali nelle aurifodinae di Victumulae; L. Brecciaroli Taborelli, La Bessa: ceramiche e lucerne; A. Deodato, La Bessa: abbigliamento e utensili; F. Barello, Monete repubblicane dagli abitati della Bessa. La necropoli di Cerrione: L. Brecciaroli Taborelli, La necropoli; G. Cresci Marrone, P. Solinas, Il messaggio epigrafico: riconoscimento del sepolcro e strategia della memoria; E. Quiri, Le anfore: un esempio di reimpiego; A. Deodato, Ceramica a vernice nera e terra sigillata; L. Brecciaroli Taborelli, Skyphoi in ceramica invetriata; L. Brecciaroli Taborelli, Ceramica a pareti sottili; L. Brecciaroli Taborelli, A. Deodato, Ceramiche comuni; L. Brecciaroli Taborelli, Terrecotte figurate; L. Brecciaroli Taborelli, Lucerne; L. Brecciaroli Taborelli, Vasellame e contenitori in vetro; A. Deodato, Oggetti di abbigliamento e ornamento personale; A. Deodato, Armi, utensili e recipienti diversi; F. Barello, La moneta tra circolazione nel mondo reale e sopravvivenza nell'aldilà; E. Castiglioni, M. Rottoli, I resti organici negli oggetti di corredo; C. Ravedoni, Analisi dei resti scheletrici combusti; E. Catiglioni, M. Cottini, M. Rottoli, Le offerte vegetali e la legna della pira. Catalogo a cura di L. Brecciaroli Taborelli e A. Deodato. Tavole. Indice delle tombe nel catalogo. Bibliografia. Abstract.